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Non ti potrebbe peggio in pregazione di augurarvi e di fare il contadino, dover trattare sempre col padrone, lavorà tanto, guadagnà pochino; perciò alla sorte faccio rebiglione, campare non si può di pane e vino, se una lira la strappo col sudore arrivono le tasse e l’esattore.
Se per disgrazia poi qualche malore e ci dovessi corpire la famiglia, facciamoli le corna al dottore, che i sordi in contanti subbito ce piglia; i nostri contributi non hanno valore, il bonomiano la raffia e la sortiglia; questa piaga deve essere guarita: vogliamo l’assistenza gratuita.
La terra la vogliamo distribuita a chi sa lavoralla di mestiere; mentre col piano verde i parassita sperai ci migliorassero il podere e lor co le mimose l’anno abbellita la strada che conduce al suo quartiere; altri padroni, se bene ce guardate, se sò fatti le ville per l’estate.
Voi la giente del campo trascurate, noi che vi diamo pane, carne e frutti, ma le fatiche male compensate, anzi di più ci fate scherzi brutti; meschina è la pensione che ci date e no all’età la prendon tutti. Dice Bonomi ai nostri danni: Il contadino può campare cent’anni.
In questa comunità fatta di inganni, tutto a profitto dei speculatori, è la cagione dei nostri malanni, è la rovina dei cortivatori. Il governo sta lavorando ai nostri danni pe l’interessi degli arraffatori: questo internazional detto mercato è necessario che venga riformato.
Il consorzio lo vogliamo socializzato, pure la Fiat e la Montecatini: con miliaia di miliardi hanno tribiato con altri malopoli fregantini e a quistà da loro ben pagato costretti a vedere noi prezzi meschini; questi consorzi pieni di miliardi quando vanno allo stato è troppo tardi
Dalla stagione a versa Iddio ci riguardi in questa attomosferica natura, non solo, ve dirrò sensa riguardi ci son torrenti e fiumi fanno paura: o delle in prevision dei cotardi l’acqua straripa in tutta la pianura; e noi, gegniosi come le formiche, addio nostro lavor, addio fatiche!
Ma pur, sebbene a dorano le spiche, c’è la più grossa piaga da stirpare, e noi lavorator forse nemiche, che contro l’unità va predicare, la bonomiana con mensognie antiche ci vole divisi e ci vol riccattare. Bonomi, tu sei una pessima gramignia: ti stirperemo dalla nostra vigna
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